ANDREA NICOLUCCI

     

 

Incomincio a suonare intorno ai 13 anni presso Traverso…Scappo!

Studio con Vergagni, con Rudy Bargioni (grande! Senza chitarra solo piano,unico nel suo piccolo) e arrivo con Franco Mussida, mi inchino e chiedo scusa, chiedo scusa e mi inchino, grande esperienza, io e lui ed io, e poi dentro, pentagramma dopo pentagramma.

A 18 anni con “The Rabbits”, si gira in continuo, 7 febbraio 1986 "ciao 2001" recensisce un piccolo demo.

Proseguo con altre formazioni, Ot, Ombre del tempo, passano le semifinali a Sabaudia con Rita Pavone e Teddy Reno, Alavana 2, con Mirco Bertin e Gianni Bernini.

Ho fatto da “spalla” a Fabio Treves ad un concerto a Valenza e poi il buio…Le scelte…

Il 2004 segna il rientro grazie a mia moglie, dopo tanto tempo ci si rimette in discussione,il motto è liberare il cervello, conosco Maurizio e via di seguito, mi accompagna per tutto questo tempo, completa quello che io faccio, sempre, fianco a fianco. Questa estate mi ha offerto un caffè, volevo pagarlo io, ma mi ha detto che ho i prossimi 20 anni x contraccambiare. 20 ANNI…

La musica e i testi, la tecnica e gli strumenti, i musicisti, l’anima, l’anima e gli amici, gli amici e gli amori, le mani che corrono lungo corde infinite ma definite,le corde che ti mangiano le dita

Fanno tutto quello che puoi, tutto quello che vuoi, grande devozione verso uno strumento che sei tu!

Lo strumento, sei tu.

Sono io.

Quello che vedi, quello che senti, quello che sei, sei tu…

Il respiro, il legno, il battito, le corde,le mani e la velocità!

In questi anni sono stato mooolto lento, troppo.

Sconfini verso universi paralleli, sono di fianco, a destra e a sinistra, impazzisci xché non sai dove mettere le mani, ma le mani vanno!

Vanno!!!

Prima tutto era rigido e dovuto, adesso è solo dovuto, a me, a quello che sento, a quello che faccio, a quello che posso, a quello che so, a quello che vedo, a quello che dico, a quello che scrivo, a me, a me e solo a me.

La musica è una gran cosa,ci sono tanti chitarristi più bravi di me, ma quello che conta è l’anima…

L’anima che canta!

ANDREA

La fisicità con lo strumento x me è importante, importantissimo, indispensabile